Search results for in category Secondo di Carne

  • Secondo di Carneumbria

    Filetto di maiale al lardo su crema di pecorino, pere e tartufo

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  • Secondo di Carnelombardia

    Galletto alla diavola

    Specialità del Ristorante "Albergo Del Sole" di Maleo (Lodi)

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  • Secondo di Carnefriuli venezia giulia

    Lombetto di coniglio al bacon, carotine e scalogno ripieno

    Non è fra i primati nazionali più noti, ma quasi metà dei conigli allevati in Europa è di origine italiana, con particolare merito del Nord-Est. Questa realtà trae origine da un’ubiquitaria pratica domestica, quando ogni fattoria aveva la sua conigliera e i roditori venivano alimentati a erba e fieno, ma anche con la frutta e gli ortaggi che non trovavano migliore utilizzo. Per molti di noi il coniglio è stato una costante dei pranzi domenicali della gioventù, specie nei paesi di campagna, anche se ovviamente non ci si limitava a consumare il suo taglio più nobile, la sella.

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  • Secondo di Carne

    Ossobuco alla chiantigiana

    Parlare di cucina ‘alla Chiantigiana’ equivale a chiamare in scena il celebre vino rosso prodotto nelle colline tra Firenze e Siena; in questo caso, usato come liquido di cottura, impronta di sé per colori e aromi questa rustica pietanza. Quanto alla carne, l’ossobuco corrisponde a un ben preciso taglio bovino, lo stinco o ‘geretto’, meglio se posteriore, tagliato trasversalmente a 4 centimetri d’altezza, grosso modo a metà del muscolo; ne risulterà un pezzo da 300-400 grammi, in perfetta proporzione per così dire di vuoto e pieno; la precisazione vale per la carne, che qui risulta venata di deliziose gelatine, ma soprattutto per il midollo che l’osso contiene, insostituibile per ottenere la glassatura caratteristica del piatto.

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  • Secondo di Carneumbria

    Piccione all’assisana

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  • Secondo di CarneAutunnofriuli venezia giulia

    Stinco di vitello su crema di bufala friulana

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  • Secondo di CarnelombardiaEstate

    Veli di lonza marinata con salamino di fichi, mielata e gocce di Olio Extravergine di Oliva Dop Bruzio

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  • Secondo di Carneliguria

    Vitella a oxelletto

    La curiosità è immediata. Che cosa vuol dire ‘a oxeletto’? La risposta potrebbe venire da Pellegrino Artusi, il celebre gastronomo di fine Ottocento, autore de «La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene». Citando la ricetta fiorentina dei fagioli all’uccelletto, lascia intendere che si tratta di una preparazione ‘a guisa di uccellini’, come se il cacciatore andato in bianco potesse consolarsi con un piatto che per sostanza e profumo li ricorda. E poi, non ci sono tante ricette di ‘uccelli scappati’, dove per farne surrogato sullo spiedo s’infilano in successione pezzetti di carne, fegato, lardelli e foglie di salvia?

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