Estero

Ristoranti del Buon Ricordo all' estero

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  • Ristorante Firenze Enoteca

    Nel centro di Vienna, a un quarto d’ora di cammino dall’Hofburg, si varca la soglia di un edificio in stile Rinascimento e si sbarca in un ambiente italiano al cento per cento. Al centro dell’attenzione è la cucina toscana e in particolare tutto ciò che rimanda a Firenze. Questo vale anche per la cantina, che conta 30mila bottiglie e vanta innanzitutto le migliori etichette di Chianti Classico.

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  • Ristorante dal Notaro

    Mario Notaroberto è un esuberante chef salernitano, con uno straordinario talento in fatto di vini. Ecco perché il suo ristorante è diviso in tre parti: due sale, dove si servono rispettivamente piatti tradizionali e di cucina creativa, e un’enoteca, dove hanno luogo degustazioni ed eventi a tema. Il tutto, il va sans dire, rigorosamente italiano. Il locale si trova in un palazzo settecentesco del nucleo cittadino riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco.

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  • Terrazzo

    Yokohama, seconda città del Giappone, si affaccia alla baia di Tokyo, a una cinquantina di chilometri a sud della capitale. Il nome del locale sottolinea la bellezza del panorama a mare, con lo spettacolare ponte sospeso che appare anche nel piatto del Buon Ricordo. Molto gradevoli sia l’ambiente, che comprende un patio coperto, sia la cucina, per lo più di pesce.

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  • Ristorante Est

    Nagoya, città fra le prime del Giappone, si affaccia alla baia di Ise, sul Pacifico, tra Tokyo e Osaka. I turisti la raggiungono per visitare il castello dello shogun Tokugawa e la foresta di Higashiyama, incredibile scampolo di natura all’interno della città. Anche qui si trova un ristorante italiano, gestito da un cuoco che si rivela anche un grande appassionato della Ferrari.

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  • La Scogliera

    Akasaka è una delle zone residenziali più esclusive del quartiere di Minato, nel cuore della Grande Tokio. Qui si trova questo raffinato ristorante: arredi di design e grandi spazi vetrati sul verde, una proposta gastronomica mediterranea, soprattutto di pesce, presentata con grande attenzione alla forma, e addirittura un periodico per raccontare le meraviglie della cucina italiana. Da conoscere, i titolari: un pescatore di tonni – ‘capitano’, come lo chiamano i clienti più affezionati – e una giornalista enogastronomica.

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  • Trattoria Campagna

    Hachoji è una delle città dell’area metropolitana di Tokyo, sullo sfondo del monte Takao, una delle mete più apprezzate dai residenti nel tempo libero. Poco distante dalla stazione ferroviaria si trova questo simpatico locale, che anche all’esterno ha la fisionomia di una trattoria di campagna. Lo chef Morita ha fatto esperienza in Italia, dalle parti di Pesaro, e si sente.

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  • Mori Venice Bar

    Il Mori Venice Bar, a Parigi, è sinonimo per eccellenza di grande cucina italiana. Nel cuore di della città, proprio di fronte al Palazzo della Borsa, è uno dei più rinomati ristoranti della Ville Lumiére, locale di moda molto frequentato da un pubblico elegante e colto, appassionato dei gusti e della genuinità della cucina italiana. Lo chef patron Massimo Mori, partendo dal Bel Paese ha esplorato i sapori e le tradizioni culinarie del mondo, e si è infine fermato nella capitale francese, arricchito dal bagaglio di esperienze gastronomiche accumulate. L’incontro decisivo con il famoso designer Philippe Stark, da cui ha acquistato il ristorante parigino nel 2006, gli ha dato la possibilità di mettere a frutto tutte le conoscenze apprese nel corso della sua carriera, rimanendo sempre comunque legato ai valori per lui più importanti: la stagionalità dei prodotti, solamente biologici, la tradizione della semplicità e il rispetto per i tempi della natura. Il Mori Venice, vestito oggi con i colori della Serenissima e in piena sintonia con il nome che porta, è un vero tempio della cucina veneziana, che cattura i palati più fini ed esigenti, grazie alle creazioni innovative e gustose, quanto semplici e tradizionali del suo poliedrico e vulcanico chef patron.

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  • A Tavola

    Ambiente caldo e familiare, il Ristorante A Tavola ha portato a Parigi sapori e profumi della Sicilia, reinterpretandoli in maniera personale e rigorosa. Aperto nel 1998, è frutto del desiderio dei proprietari Annie e Onofrio Giammarresi di proporre una cucina che unisca piatti tradizionali siciliani a proposte nuove e originali. La scelta di materie prime di grande qualità, il rispetto della stagionalità e abbinamenti ricercati hanno fatto sì che il ristorante diventasse negli anni un punto di riferimento della gastronomia italiana nel raffinato quartiere parigino di Boulogne. La fornita cantina vanta fra le migliori etichette di ogni regione d’Italia.

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  • Le Cherche Midi

    Il ristorante Cherche Midi è situato in pieno centro a Parigi, nel cuore della città, a Saint-Germain-des-Prés. Conosciuto bistrot italiano, è stato creato nel 1978 dai fratelli Di Meo (originari del Molise, mercanti di quadri e grandi appassionati di cucina) per far scoprire ed apprezzare nella capitale francese i sapori della loro infanzia molisana. In carta, una selezionatissima scelta di prodotti italiani d’eccellenza, paste fresche, ravioli, gnocchi. Salse, verdure, carni, pesce cambiano ogni giorno in base a quanto offre il mercato. Il risultato è una cucina varia e fresca che ha nella semplicità e nel rigore delle preparazioni la sua carta vincente.

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