Una naturale inclinazione per la buona tavola

Doveroso, en passant, un cenno ai ristoratori – stando agli esperti, i migliori d’Italia, – con alcune figure d’eccellenza assoluta, ma soprattutto una numerosa schiera di estimatori, anche in chiave creativa, dei prodotti e delle ricette della tradizione.

Qua e là, persino, si trova ancora qualcuna di quelle trattorie che nell’immaginario collettivo incarnano il non plus ultra della tipicità lombarda, con l’immancabile pergola e il campo di bocce dove il dopopranzo trascolora con gli amici.
Sia quel che sia, c’è di buono che il pranzo ha sempre adeguata benedizione: al momento di stappare una bottiglia si ha scelta tra 16 zone Doc, alcune delle quali rappresentano una vera scoperta.

Rossi soprattutto, delicati come il Chiaretto del Garda Bresciano o corposi come quelli dell’Oltrepò Pavese e della Valtellina, ma anche bianchi e tra questi il Franciacorta, che con le sue bollicine sta conquistando tutto il mondo.
Parlando di spumante il pranzo giunge al più tradizionale dei dolci lombardi, il panettone, ma peccato che ci sia solo sotto Natale.