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  • Ricette dell'Unitàlazio

    Cacio e pepe risorgimentale

    La Taberna de’ Gracchi è l’erede della storica osteria con cucina «Da Capoccione» che rimanda indietro nel tempo fino alla seconda metà dell’Ottocento, quando questa zona di Roma, i Prati di Castello, era una distesa per lo più incolta, per via delle piene del Tevere, e disabitata, salvo qualche casale sulle pendici di Monte Mario. Fu solo dopo l’Unità d’Italia che l’area venne bonificata e urbanizzata, impostando il nuovo quartiere per l’appunto attorno alla piazza del Risorgimento.

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  • I Primi Piattilazio

    Lasagnette cicoria e provola

    Pianta benemerita, la cicoria selvatica (Cichorium intybus) non solo ha sfamato tanta gente in mancanza di meglio, ma ha anche generato tutte le specie domestiche, accomunate da una caratteristica vena amarognola, dall’umile catalogna al nobile radicchio rosso di Treviso.

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  • Ricette dell'Unitàlazio

    Lo stufato che non stufa da 150 anni

    Ferentino è cittadina di illustre storia, che nel periodo risorgimentale si venne a trovare nelle terre di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno Borbonico, sullo sfondo una terra di tradizioni pastorali, la Ciociaria, che fu di ispirazione per illustri pittori: celebre, il ritratto di popolana eseguito dal milanese Francesco Hayez, per dire della portata di queste suggestioni.

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  • I Primi Piattilazio

    Paccheri con scorfano, pecorino romano ed erbe aromatiche

    Protagonista di questa pasta alla marinara è lo scorfano, pesce che prende vario nome, da ‘scorpena’, per le spine degne di uno scorpione, a ‘cappone’, a ricordare la testa grassa e smisurata che i buongustai sanno come centellinare nel minimo dettaglio.

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  • I Primi Piattilazio

    Pasta e broccoli nel brodo di arzilla

    La razza chiodata (Raja clavata) è il rappresentante di maggior interesse gastronomico di una famiglia di pesci piatti presente in tutti i mari italiani, ma particolarmente apprezzata soprattutto nel Lazio.

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  • Ricette dell'Unitàlazio

    Spaghetti con calamaretti, pomodoro e basilico

    L'Agro Pontino è stato per millenni una distesa di acquitrini tanto ampia da poter essere confusa con il mare, in latino ‘pontus’ per l’appunto. Per quanto disabitato, se ne hanno autorevoli descrizioni per il semplice fatto che rappresentava un’inesauribile riserva di caccia a un tiro di schioppo da Roma.

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  • Primolazio

    Tagliolini all’Angelica

    Nei dialetti regionali di pesci capponi se ne trovano in numero che disorienta. Così, per esempio, vengono chiamati gli scorfani, facendo riferimento alla testa sproporzionata. Lo stesso vale per altri rappresentanti della loro famiglia, tra i quali il capone gallinella (Trigla hirundo), pesce di colore rosa giallastro, altrimenti definito con nomi che si riferiscono alla testa (‘cuoccio’) o alle pinne pettorali variopinte e amplissime (‘luserna’, ‘rondine di mare’, ‘angiuletto’). Al suo proposito nel Basso Tirreno non hanno dubbi: è il ‘cuoccio riale’ o ‘faggiano’ che ci vuole per l’acquapazza, che per ingredienti è fonte d’ispirazione di questa ricetta.

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  • I Primi Piattilazio

    Tonnarelli al sugo di coda

    I veri buongustai sanno che il meglio è quel che resta sul fondo della pentola. Così, se i piemontesi preparano i tajarin al sugo d’arrosto, potevano i romani esimersi dal fare lo stesso disponendo di un piatto succulento come la coda alla vaccinara? Come pasta, i tonnarelli, che sono il corrispondente capitolino dei maccheroni alla chitarra abruzzesi. Preparato l’impasto nel modo consueto, dunque, lo si stenda in una sfoglia piuttosto spessa e con l’apposito attrezzo cordato se ne ricavino questi spaghetti a sezione pressappoco quadrata, ruvidi e piuttosto porosi proprio per catturare il condimento.

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